Pordenonelegge.it (post eventum)

Sabato scorso a Pordenonelegge.it ho letto un pezzo nuovo, composto su ispirazione di Renzo Cevro-Vukovic per una mostra sulla Prima Guerra Mondiale e sulla disfatta di Caporetto — Del conflitto esecrando #2 — che sarà inaugurata a San Vito al Tagliamento presso l’Antico Ospedale dei Battuti il 7 ottobre. Ringrazio il pubblico presente per il calore e […]

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Tre

Emma ha compiuto tre anni. Tra le altre cose, il papà le ha regalato una poesia. (Lei ancora non lo sa.) È l’ultima fra quelle che trovate di seguito; le altre due le ho scritte negli ultimi mesi. • Ora per fare una bimba ci troviamo a contare nove mesi al contrario dalla fine del […]

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Passeggiate di maggio

svegliano gli occhi due ciclamini bianchi dietro la grata • cercando l’ombra: una lucertola mi batte sul tempo • gradini su cui suonano ancora passi di dieci anni fa • campanello senza nome: la chiocciola ferma su un sasso • per tredici anni questa quercia ha aspettato il mio non-ritorno • bosco di monte Valerio: […]

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An honest manifestation

being right doesn’t make us better than you HATE BREEDS HATE See e.g. how I’m hating you now This epoch calls for unneeded CAPITALIZATION you and I both agree that we have nothing to learn and everything to teach IT’S JUST ONE MORE CONTEST TO SEE WHO’S THE MOST OBNOXIOUS I DON’T KNOW THAT I […]

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Dopo la serata di poesia

Dopo la serata di poesia mi vergogno di sorridere di aver parlato di morte mentre sono ancora vivo di impiegare tanto tempo per decidere fra un chinotto ed una birra mentre cerco di cadere dentro il cono di un saluto con la mano al poeta noto seduto a un tavolo lontano Mi vergogno delle dita […]

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Parole

Due anni, e non ho ancora trovato le parole …ma le hai trovate tu: – Telefono – Oggi sole – – Macca rossa – Sapchette – sia quelle un poco scure – Emma piance – Polola – sia quelle chiare chiare – Scilo – Piscina – Nonni – piccoline se serve – Pillini – C’settini […]

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59 × 13 + 7

Che cosa c’è fuori dal contorno? Si può essere più di così? Perché il trifoglio è verde sotto la pioggia? Posso provare a non essere mai nato? Siamo noi ad andare o è il mondo che ci viene incontro? Quanto fa due più cuore? Chi mi riferirà quel che diranno sottovoce in ultimo banco al […]

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Trieste, lasciami

Questa poesia (qui ridotta in corpo 14 per esigenze di impaginazione) è apparsa sul numero di maggio 2016 di Fare voci – Giornale di scrittura. • Trieste     ancora tu e il tuo vizio di non passare come mi resti addosso anche nel vento degli anni     sempre accalcata sul tuo orlo neanche aspettassi la folata buona […]

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primule al bordo del binario anche dopo l’investimento Immagine: BerndH

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Scendendo dal treno del mattino

Vorresti fare qualcosa di questo sonno così buono anche solo a vedersi:                                                             la testa settantenne che ciondola, la mano vicina che tocca la spalla: signora, scende forse alla prossima?:                                                     il solo modo mai smesso dei bambini che eravamo, quasi non avessimo disimparato la pace, dormire pure accartocciati fra braccioli di acciaio (c’è chi odia il sonno benedetto dall’uomo: […]

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Primavera. Quattro quartine

Questa poesia è stata trasformata in un libro d’artista da Glenda Sburelin, per Libri diversi 8: quattro scatoline che si aprono su altrettanti mondi, popolati di semi di soffione che l’elettricità statica fa sembrare vivi. i Oggi brezza alle finestre della mente posso contare tutte le mie cellule per brillare finalmente     come brilla la colza oltre la lama […]

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Leopardate

Mi è rispuntata fuori dal cassetto questa roba, inediti di un qualche oscuro anonimo del diciannovesimo secolo, che diligentemente avevo copiato da un’antologia rubata a una bancarella: e che mi valse, lo scorso novembre, forse il più immeritato dei pochi premi che ho vinto. Ve la ammannisco così com’è, senza diluirla. Buona digestione. • L’infradito Sempre […]

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Tempi in cui è dura dirsi cristiano

↖︎ e non cristiano soltanto, ma cristiano cattolico apostolico romano tempi in cui la tua Chiesa, che ami se non altro per averti accolto e cresciuto, e continua a farlo, ↖︎ Chiesa che sei abituato a considerare nella doppia natura di comunità di fratelli e di madre apprensiva, che sorveglia dall’alto, e comanda e redarguisce […]

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tutti a cinquanta: passa la polizia che va a settanta Immagine: Yue Minjun

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170 sillabe

Oggi la redazione del blog Cinquesettecinque, che collabora con l’Associazione Italiana Haiku (AIH) e la European Haiku Society (EHS), ha gentilmente pubblicato 10 haiku di me medesmo. È un blog colto e curato. Vi consiglio di leggiucchiare in giro, c’è gente molto più valida di me.

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Fuori dalla fantasia del terrorista

il concerto ha un’ultima nota nel silenzio che è continuazione, risalgono le luci, gente esulta si esce per le porte, non per le finestre il vento fa tintinnare due bicchieri non infranti sul tavolino all’aperto passa inascoltato il telegiornale della sera e le previsioni del tempo l’innaffiatore si accende sul campo da gioco deserto gente […]

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Fotografia di Alan Kurdi, bambino

i Vieni, hai la scarpa slacciata, infilati il maglione, farà freddo, che cos’hai in tasca, dove l’hai raccolto, svuota, via, come ti senti, guardami negli occhi, la mamma ti vuol bene, Galip, vieni anche tu, la mamma vi vuol bene, papà è fiero di voi, solo un’ora di mare, di là conosceremo altri bambini, domani […]

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Piccolo haibun delle vacanze

・ È la vacanza di Emma, che sgambetta ovunque, saluta i passanti e i cagnolini, parla e ride, ha paura dell’acqua ma non se rimane abbracciata a mamma o a papà. Lignano è la ripetizione di troppi ricordi; è una città piccola, luogo dell’abitudine, cara perché dimenticabile. Purtroppo non sono qui a mente sgombra: devo […]

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Topolò

Sono stato a Topolò. Una signora seduta in veranda mi ha detto (sbagliando) che ero arrivato in anticipo. Ho girato un quarto d’ora su e giù per le straducole d’erba. I campeggiatori avevano lasciato deserte le tende. Attraverso una finestra ho visto una cucina economica e un lavello microscopico. Mi sono perso volentieri. Alla fine ho ritrovato […]

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Lontano da Srebrenica

I nostri sono versi comodi versi da passeggio versi per sopracciglia Nei nostri versi il sangue è quello del vino o dei tramonti Nei versi italiani di oggi gli amici tengono la testa attaccata al collo I feti rimangono nei ventri delle madri Le gambe non vengono spalancate a forza alzate in aria da due di loro perché gli altri a turno eccetera I nostri versi vanno a capo per vezzo non perché manca la parola A noi mancano tutte le parole I nostri versi si sono lavati i denti sono andati a letto Il disagio è solo della fetta che cade dal lato imburrato Non dovremmo chiedere scusa piuttosto ringraziamo Pubblicata (con alcune varianti) su Smerilliana 19, The writer 2016. Immagine da qui.

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