«Canto alla durata» di Peter Handke

Su Fare Voci di marzo (online già da una decina di giorni) è uscito un mio pezzo sul Canto alla durata di Peter Handke. Rileggendolo ad oltre un mese di distanza, penso che oggi scriverei qualcosa di leggermente diverso… ed è un bene che alle mie osservazioni sia affiancata un’intervista di Giovanni Fierro al traduttore italiano dell’opera, Hans Kitzmüller, davvero interessante.

durata_handke

Eccovi un assaggio del mio pezzo:

Opera delicatamente postmoderna, il “Canto alla durata” di Peter Handke si apre con un’insolita dichiarazione di intenti: «È da tanto che voglio scrivere qualcosa sulla durata, / non un saggio, non un testo teatrale, non una storia – / la durata induce alla poesia.» Si tratta, lo scopriamo subito, di una poesia immune da vaghezza o arbitrio, e al contempo ben distante dai modelli novecenteschi; il tono è diretto, colloquiale; l’approccio analitico: che cos’è la durata? «Un periodo di tempo? / Qualcosa di misurabile? Una certezza? / No, la durata è una sensazione, / la più fugace di tutte le sensazioni». E poco oltre: «Goethe, mio eroe / e maestro del dire essenziale, / anche questa volta hai colto nel segno: / […] la durata è la sensazione di vivere.»

Continua a leggere su Fare Voci.

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