Il vero potere della similitudine

Parla a me la motrice che sfiata
su due note alla fine della corsa

«ora basta»: allunga lo sguardo
proprio a me e appoggia la testa

in una conca di buio fra le braccia.
La motrice. Che è una cosa eppure

piange proprio come una persona.
O forse

è viceversa: sono io che sfiato
come una macchina che solo

vuole togliersi l’io di dosso alla fine
della corsa, porlo in una conca

di buio tra le bielle, spegnere i fanali,
ritornare oggetto. Un pianto su due

note. Su un binario secondario.

Pubblicata in Novecento non più, La vita felice 2016.

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2 pensieri riguardo “Il vero potere della similitudine

  1. Chiedo scusa per la notazione personale, probabilmente di nessun interesse: amo anch’io i treni e penso che “vivano” anche loro, se non altro perché da un lato sono splendide, complessissime macchine inventate dal pensiero umano e dall’altro portano con sé e dentro di sé le nostre storie, quelle individuali e quelle collettive.

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