Contagio

Mancava un’ora all’imbarco. G. prese la sua sacca e andò in bagno. Davanti ai lavabi, un ragazzo palestrato di forse venticinque anni stava srotolando con pazienza una fasciatura che gli avvolgeva il polso destro. G. passò alle sue spalle, appiattendosi sulla parete di piastrelle. Dall’interno dello stallo, sentì che era sopraggiunto un altro uomo e che il ragazzo discorreva con lui. Le frasi non erano chiaramente intelligibili; G. riconobbe le parole fastidio e per favore. Quando uscì vide che il ragazzo si stava facendo aiutare dal nuovo arrivato. La garza macchiata penzolava fino a terra, ma all’altro capo non era ancora svolta: proseguiva per tutto tutto il braccio, girando sopra la spalla e giù lungo la schiena; il ragazzo si era tolto la giacca della tuta, ma avrebbe dovuto togliersi anche i pantaloni per liberarsi del tutto. Fiocchi di cotone giallo erano ancora appiccicati alla ferita; l’uomo (sulla cinquantina, abbronzato e sudaticcio) andava staccandoli con cura con la sinistra, mentre con la destra tamponava i lembi di pelle che si aprivano come una faglia.
Appoggiato al piano metallico con l’unico gomito sano, il ragazzo sussultava. Alzò appena la testa quando G. si accostò al lavabo. Anche il buon samaritano smise per un attimo il suo lavoro e guardò G. negli occhi, come se davvero volesse dirgli fai il tuo dovere o levati dai piedi. G. rinunciò al sapone per non dover toccare la linguetta dell’erogatore. Mentre strofinava le mani l’una sull’altra fino a spellarle, non poté fare a meno di notare che qualcosa aveva ripreso a uscire dal polso del ragazzo. L’uomo se n’era accorto e si era affrettato ad inzuppare un altro fazzoletto per chiudere l’ulcera. G. scosse le mani in aria, facendo attenzione a non sfiorare nessuna superficie animata o inanimata. Indietreggiò fino alla porta, dove urtò un vecchietto che stava entrando. Gli era parso, all’ultimo momento, che il ragazzo ferito sogghignasse.
Solo un’ora dopo, mentre gli assistenti di volo illustravano le misure di sicurezza, avvertì i primi sintomi: un prurito, un senso di calore all’articolazione della mano destra; e poi la bocca allappata, un rimorso annodato alla gola; vago presagio di quel che sarebbe seguito.

Immagine: Cessi dal mondo

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