“Elegie dal diluvio” – Inediti di Sandro Pecchiari

VI

mi esibivi come un capo
troppo portato
che si deforma addosso
riadattando tutto
nelle tue certezze immobili

non mi conformo alle tue terre
e questa non la chiamo casa

radicare fuori zona
fiorisce fiori altrui
e le parole rivangano le spalle

se urge dire e dirsi e dirti nonostante
vieni qui a stringermi
io ti ascolto

Perché Elegie dal diluvio? Puoi spiegarci il significato dell’immagine in epigrafe?

L’elegia veniva usata come espressione di lutto o perdita fin dalla letteratura latina, quindi la scelta è stata quasi automatica e rassicurante. Il diluvio può venire inteso come la sommersione della vita, assieme al successivo riemergere delle parti sopravvissute. Ma i sentieri suggeriti per uscirne non sono mai condivisi o condivisibili. Per questo ho scelto in epigrafe una stele funeraria fotografata nel Museo Archeologico di Atene, priva delle tradizionali figure sedute e piangenti. Mi pare esprima una solitudine ampliata, e non immediatamente comunicabile.
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