Le ore diseguali

prendere il treno alle sette e quaranta per
bere un secondo caffè sulla strada che sale all’ufficio per
leggere email cestinare appuntarsi rispondere per
fare mente locale correggere ricompilare eseguire per
mettere il riso a scaldare nel micro per
dare un’occhiata oltre i vetri in giardino per
spremere l’ultima goccia di luce strizzando gli spettri per
scrivere un numero mettere un punto sul grafico per
scribacchiare soltanto uno iota sul foglio di oggi per
fare la borsa fiondarsi in stazione per
fare il tragitto col cuore un chilometro avanti per
fare le scale girare la chiave infilare la testa per

trovare il tuo sorriso che mi aspetta e

mi chiede di prenderti sulle spalle per
dare alla cena il suo nome chiamare famiglia la tavola per
rimboccare alla fine un lenzuolo di sonno tirare un soffitto di notte per
farti dormire tranquilla e nel mentre puntare la sveglia alle sette per

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8 pensieri riguardo “Le ore diseguali

  1. orco dolg, era mio grandbrafer! lascia stare il vestito… niente! non mogolio mica cazzi e mazzi! miss Y. che vede con la chapelle di napo Orso c.a-p. … the end, mio solo amico, pa X q… = 7 bellezze!

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