La ferita e lo stupore

Con questo articolo inizia la mia collaborazione a Fare voci. Giornale di scrittura, la rivista di letteratura curata da Giovanni Fierro.

La ferita e lo stupore: Francesco Tomada e Portarsi avanti con gli addii

La poesia di Francesco Tomada ricorda per certi versi la musica di Bach. Come Bach, Tomada non è interessato a rappresentare e nemmeno ad evocare, ma a costruire senso: il percorso dei versi produce un lento accumulo di tensione che solo alla fine viene risolto, e quando ciò accade per un attimo ci sentiamo sospesi nel vuoto, in balia di quello stupore che come ha detto Szymborska “esiste per sé stesso e non deriva da nessun paragone con alcunché”. È merito del poeta se per poco riusciamo a credere che la vita possa avere un significato a dispetto del disordine e dell’abiezione di cui siamo testimoni.
Sia chiaro: Tomada non offre facili consolazioni, perché non le possiede. Cammina di preferenza sul lato in ombra della vita, mirando a destabilizzarci più che a rassicurarci. Ugualmente, quando leggiamo una sua poesia, giunti all’ultimo verso ci sentiamo illuminati. Il significato del dolore si manifesta improvvisamente nello stupore di vederlo finalmente espresso in parole, così com’è.
Continua a leggere sul sito di Fare voci.

F. Tomada, Portarsi avanti con gli addii

Francesco Tomada, Portarsi avanti con gli addii, Raffaelli Editore 2014 Postfazione di Fabio Franzin – Disegni di Anton Špacapan Vončina

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