Io mi sento italiano

Io mi sento italiano perché quando il cartello dice 50 vado a 80 e quando dice 70 vado a 100 e quando dice 110 vuol dire che non c’è limite

Io mi sento italiano perché se è solo per cinque minuti parcheggio anche in doppia o tripla fila

Io mi sento italiano perché strombazzo se uno mi taglia la strada entrando nella rotatoria e se uno strombazza a me per lo stesso motivo io strombazzo di rimando, vaffanculo

Io mi sento italiano perché il rosso per i pedoni vale solo se passano macchine, sennò basta guardare

Io mi sento italiano perché quando sono a piedi odio le macchine e quando sono in macchina odio i pedoni

Io mi sento italiano perché scelgo la cassa veloce massimo 10 pezzi anche quando ho 18 pezzi (si arrotonda sempre per difetto)

Io mi sento italiano perché stare dietro la linea gialla in stazione è da sfigati, sono in grado di non finire sotto il treno anche se sto sull’orlo

Io mi sento italiano perché in treno il chewing gum lo butto nel cestino senza avvolgerlo in un pezzo di carta, e ringrazia che non lo attacco sotto il sedile

Io mi sento italiano perché un rifiuto è umido, secco, plastica, carta o vetro a seconda di quanta fretta ho

Io mi sento italiano perché so bene che poi comunque rimescolano tutto, vetro carta plastica secco umido

Io mi sento italiano perché tutti quei soldi di TARI sono uno scandalo e guarda poi i comuni che cosa ci fanno (cazzo serviva una nuova rotatoria?)

Io mi sento italiano perché i politici sono tutti uguali, tutti ladri, bisognerebbe bombardare Montecitorio

Io mi sento italiano perché non ho letto il Jobs Act ma dai titoli che ho visto in giro peggio di così non si potrebbe, soprattutto per quanto riguarda la mia categoria professionale, si vede che quelli che l’hanno scritto non hanno mai lavorato in vita loro, e poi, bisognava proprio chiamarlo Jobs Act?

Io mi sento italiano perché in Inghilterra queste cose non succederebbero mai

Io mi sento italiano perché quando vado a Londra o a Parigi quelle sì che sono città pulite, mica come a Trieste dove sembrava che portassero tutti i cani della città a cagare davanti al mio portone

Io mi sento italiano perché quando vado a Londra o a Parigi mi rendo conto di come può funzionare un paese quando tutti hanno rispetto della cosa pubblica

Io mi sento italiano perché quando vado a Londra o a Parigi al momento di reimbarcarmi a Stansted o a Orly quelli di RyanAir mi rompono le palle perché devo mettere la Reflex dentro la valigia e a quel punto la valigia è troppo grossa per entrare nel loro cazzo di misuratore di valigie, quando invece a Treviso mi hanno lasciato passare senza problemi

Io mi sento italiano perché quando vado a Londra o a Parigi ci sono persone di tutte le etnie, è un vero melting pot, è così che dovrebbe essere

Io mi sento italiano perché rispetto gli immigrati, oggi ho lasciato un euro a quell’arabo inginocchiato nel sottopassaggio della stazione, anche se alla sua età potrebbe anche cercarsi un lavoro, dico io, a me i soldi mica crescono in tasca

Io mi sento italiano perché stamattina ho preso l’autobus senza biglietto, non ho fatto in tempo a comprarlo e poi vuoi che faccia il biglietto solo per due fermate?

Io mi sento italiano perché sono loro che devono controllare che i passeggeri abbiano il biglietto, se non mi beccano è colpa loro

Io mi sento italiano perché a Londra o a Parigi il biglietto si paga direttamente al conducente, non è molto meglio così anziché dover cercare ogni volta un tabacchino?, che poi nove volte su dieci ti dicono che i biglietti da dieci corse sono esauriti

Io mi sento italiano perché la crisi di questo paese è strutturale, hai voglia a fare il tuo dovere quando tutto va a rotoli, prendi la scuola, ad esempio

Io mi sento italiano perché il governo dovrebbe investire più soldi nell’istruzione e nella ricerca, non lo dico perché lavoro nella ricerca, eh

Io mi sento italiano perché faccio le ripetizioni ai ragazzini, in nero ovviamente

Io mi sento italiano perché qui l’ho detto e qui lo nego e questo post non vale come dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà

Io mi sento italiano perché mi viene da piangere quando leggo come funzionano le scuole in Finlandia, tipo che i banchi sono rotondi o una cosa del genere e i bambini fanno una breve ricreazione ogni mezz’ora perché è dimostrato che è questo il limite dell’attenzione per i più piccoli, noi siamo fermi al paleolitico

Io mi sento italiano perché comunque meglio che non facciano una riforma della scuola, per carità, chissà che macello

Io mi sento italiano perché quando vado a Londra o a Parigi o a Helsinki mi sento davvero a casa, io amo l’ordine e la legalità, mica come tutti gli altri

Io mi sento italiano perché comunque la cucina italiana è la migliore del mondo, vuoi mettere, chissà cosa mangiano a Helsinki, le polpettine dell’IKEA?

Io mi sento italiano perché mangio il sushi dai cinesi ma sono consapevole che fa cagare, i ristoranti in Giappone sono un’altra cosa, purtroppo da noi non ci sono altre opzioni

Io mi sento italiano perché preferisco guardare i film sottotitolati, anziché doppiati

Io mi sento italiano perché al posto degli attori dovrebbero far recitare i doppiatori, loro sì che sanno pronunciare le battute con espressione, in Italia per recitare uno dev’essere un cane, prendi la Nicoletta Braschi ad esempio

Io mi sento italiano perché guardo le serie tv americane

Io mi sento italiano perché guardo Benigni e mi commuovo, anche se un milione di euro di cachet per uno che ti dice “non rubare”, ecco, diciamo

Io mi sento italiano perché anche Renzi ha preso il jet di rappresentanza per andare in vacanza, questa è gente che non ha il senso della realtà

Io mi sento italiano perché so esattamente che cosa bisognerebbe fare per mettere a posto le cose, ma dovremmo farlo tutti, non solo io

Io mi sento italiano perché anche se normalmente non seguo il calcio i mondiali sono sacri e in quei venti giorni divento anch’io un esperto di calcio, ad esempio Chiellini, d’accordo, Suárez l’ha morso, ma come cazzo ha giocato il resto della partita?

Io mi sento italiano perché la soluzione è semplice e di solito dipende da una persona sola, un uomo forte, una volta c’era Cannavaro

Io mi sento italiano perché anche se la soluzione è complicata e dipende da più fattori, io sto già facendo la mia parte, non venite a chiedermi altro

Io mi sento italiano perché se tutti gli italiani fossero come me vi sembrerebbe di stare a Londra o a Parigi o a Helsinki, giuro

Io mi sento italiano perché, diciamolo, non mi sento davvero italiano

Io mi sento italiano perché sono esattamente uguale ad altri sessanta milioni di italiani che non si sentono italiani

Ma per fortuna o purtroppo lo siamo

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5 pensieri riguardo “Io mi sento italiano

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