Picea Abies

I listelli del parquet si alzarono. Si formò un bozzo proprio a metà del corridoio, davanti alla porta del bagno.
«Che cos’è?» chiese il piccolo Andrea.
«Dev’essere l’umidità» disse la mamma.
La domenica sera il papà inciampò sullo spigolo di un listello e per poco non finì disteso per terra. «Dobbiamo chiamare l’idraulico» disse.
L’idraulico arrivò venerdì mattina, cinque dicembre. Disse che bisognava sostituire la guarnizione della doccia dietro la paretina di cartongesso del corridoio: l’acqua filtrava dal bordo del piatto, passava sotto la paretina e non trovando sfogo  spingeva i listelli verso l’alto. Il piccolo Andrea si preoccupò.
«Avremo una fontana in corridoio?» chiese.
«Eh eh» disse l’idraulico.
«Eh eh» disse il papà.
«Devo comprare il prodotto per rifare la guarnizione» disse l’idraulico. «Ripasserò la prossima settimana.»
La settimana seguente l’idraulico non ripassò. I listelli si aprirono lentamente come scaglie di corteccia e qualcosa vide la luce. Non una fontana, come temeva il piccolo Andrea, ma un alberello.
«Che cos’è?» chiese il piccolo Andrea.
«Non saprei» disse il papà.
«Si direbbe una Picea abies» disse la mamma, leggendo dal manuale di botanica. «Si capisce dalle pigne. Può diventare alto fino a cinquanta metri.»
«Cinquanta metri» ripeté il papà grattandosi la pera. «Bisognerà avvertire quelli del piano di sopra.»
Non fu necessario. L’abete crebbe rapidamente, ma si fermò a un’altezza di circa trenta centimetri. Passando in corridoio bisognava girarci attorno. Il piccolo Andrea si distendeva sul pavimento e lo ispezionava con la lente d’ingrandimento.
«Mamma» diceva «ho sentito che per fare un albero ci vuole un seme.»
«È vero» diceva la mamma.
«E per fare un seme ci vuole un frutto. E per fare un frutto ci vuole un fiore.»
«È scritto anche sul manuale di botanica.»
«Che fiore ci vuole per fare un albero di Natale?» chiese il piccolo Andrea.
«Non lo so» rispose la mamma.
Avevano deciso che fosse un albero di Natale, ma il papà non era d’accordo.
«Perché stai mettendo le palline?» chiese, inciampando nella mamma inginocchiata sul pavimento.
«È il dodici dicembre, siamo già in ritardo» disse la mamma.
«Ti pare il caso di fare l’albero di Natale in corridoio?»
«Non è colpa mia se è spuntato qui.»
«Quello di plastica non andava bene? Non voglio un cadavere addobbato che ci riempia la casa di aghi.»
«Ma questo è vivo.»
Era vero: nonostante la statura, l’alberello era verde e gagliardo.
«Dev’essere l’acqua che filtra sotto i listelli» osservò il piccolo Andrea.
«Bisogna che mi ricordi di richiamare l’idraulico» disse il papà.
Quando arrivò il momento di scrivere la tradizionale letterina, il piccolo Andrea chiese a Babbo Natale di far spuntare un albero anche in camera sua, magari una quercia, specificò, con un ramo abbastanza grosso da appenderci un’altalena.
«Non avrai chiesto troppi regali» disse il papà.
«Solo uno» disse il piccolo Andrea.
«Quest’anno avremo un Natale ridimensionato.»
L’altezza dell’alberello sembrava confermarlo. La nonna se n’era andata ad ottobre, quindi per la prima volta sarebbero stati solo in tre al pranzo della festa.
«Potrei apparecchiare un picnic, per questa volta» disse la mamma. «Potremmo stendere la coperta in corridoio e mangiare seduti sui cuscini, guardando le luci dell’albero.»
«Non dire assurdità» disse il papà.
Finalmente arrivò l’idraulico, il ventitré, alle sette di mattina. Sigillò il piatto della doccia, staccò il battiscopa del corridoio e diede una carteggiata alla paretina perché respirasse. «Bisogna lasciar asciugare tutto fino alla primavera» disse «e poi vedere se serve sistemare anche il pavimento.»
Solo a quel punto si accorse dell’albero. «Che cos’è?» domandò.
«È una Picea abies» disse il piccolo Andrea. «Si capisce dalle pigne.»
«Non è molto alta» disse l’idraulico.
La mattina della vigilia l’albero cominciò a seccare. Mamma e papà decisero di anticipare le danze e lasciarono che il piccolo Andrea scartasse i regali (un gioco per la Playstation e un libro illustrato sugli alberi) già nel pomeriggio.
«Papà, cos’è il Natale?» chiese a cena il piccolo Andrea.
«È una tradizione» disse il papà.
«Lo so» disse il piccolo Andrea «ma come nasce una tradizione?»
«Ci vuole un fiore» disse la mamma.
«E quando finisce?»
«A Santo Stefano è finito tutto» disse il papà.
«Tuo figlio vuole sapere quando finirà la tradizione, non quando finisce questo Natale in particolare» disse la mamma.
«Non lo so» disse il papà. «Niente dura in eterno.»
Quella notte il piccolo Andrea sognò che l’albero cresceva fino al soffitto e oltre, come se si fosse ricordato all’improvviso qual era il trucco. Sfondava il soffitto e anche il tetto del palazzo, che visto da lontano sembrava ormai un vaso di coccio, tanto grande era la pianta che ospitava. Poi le palline e luci cadevano e l’albero moriva in una lenta nevicata di aghi. Rimaneva soltanto un bozzo a metà del corridoio.
«È già qualcosa» pensava in sogno il piccolo Andrea.


4 di 4. Immagine: Crusier. Leggi anche il primo, il secondo e il terzo raccontino.

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9 pensieri riguardo “Picea Abies

  1. Una quadrilogia ( se preferisci tetralogia) davvero interessante. In Picea Abies, in particolare, la fantasia “rodariana” ( così credo per le letture personali e limitate che possiedo) ha un sviluppo esilarante e il racconto possiede una struttura squisita e compiuta. Che dire? Bravo.

    1. Ti ringrazio. Un commento così gentile e dettagliato è una vera manna. Non mi ero accorto neanch’io dell’ascendente rodariano, ma certo, è proprio così. Fra tutti e quattro, questo è quello che anch’io preferisco, e – per forza – anche quello che è uscito più naturalmente, quasi già fatto. Grazie ancora.

      G

  2. Caro Guido, mi sono permessa questa mattina di fare un copia ed incolla ( si dice così credo) di Picea Abies, su quello zibaldone ribollente di FB, dove pure io vado spesso a passeggiare, spettegolare e svomitare. Devi sapere, lo devi sapere, che Ennio Belleffi, Silvia Piazza e Alberto Marani ( due professori di fisica e una professoressa di letteratura italiana ) mi hanno detto che è un racconto bello. Buon lavoro di tutto cuore.

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