Luna di miele

Si sono sposati che i ciliegi cominciavano a sfiorire. Il sesto giorno della luna di miele sono giunti verso sera a questa locanda termale. Sul selciato dell’ingresso, tutto un tappeto di petali sfogliati.
Quando risale in camera dopo il bagno, trova la sua sposa accovacciata sulla stuoia, in camicia da notte.
– Ti aspettavo.
La ragazza parla sottovoce, come ci fossero pareti di carta. Lui le si avvicina.
– Dove hai messo i miei occhiali?
Lei si stringe nella vestaglia, accennando col capo al comodino.
Da quando sono in viaggio, ogni sera ripone gli occhiali del marito fuori dalla custodia, sopra la pila dei libri. Libri che vengono sballottati in valigia da una locanda all’altra. Ha voluto portarli a tutti i costi, per quanto lui le abbia fatto notare che non avrebbero avuto molto tempo per leggere.
Nella nicchia, accanto al vaso di camelie, c’è un’altra pila di libri.
– Questo non lo conosco – dice lei prendendone uno.
Nel loro viaggio verso sud non è mai successo che lo stesso volume capitasse due volte in cima alla pila. – Non eri tu a dirmi che scrivere un libro è come fare all’amore?
– Dico tante sciocchezze – risponde lui.
La ragazza inclina la testa.
Anche solo quel gesto. Quando fanno l’amore, a lui sembra di stringere ogni notte una ragazza diversa. In questi giorni gode di un privilegio immeritato: la studiata fragilità di lei la rende nuova ad ogni incontro.
Ma ora un brivido pare scuoterla. Lui aggrotta le sopracciglia.
– Tu hai freddo. Dì la verità. Solo con questa vestaglia.
– Non è nulla.
Lei seguita a rigirarsi il libretto fra le dita.
– Cerco solo di farti venire l’ispirazione.
È per questo che ogni sera ripone gli occhiali sopra una nuova storia? Al termine del viaggio, saranno pieni di racconti. Anche quando lui si sarà reso conto di abbracciare la stessa donna tutte le notti.
– Solo dalle storie nascono altre storie, no?
Sente l’impulso di abbracciarla.
– Vuoi che–
Le ha posato un indice sulle labbra. Lei si è lasciata cadere come nel sonno. Come non conoscesse altro gesto che questo.
Nel riquadro della finestra è entrato uno spicchio di luna calante.

2001.

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2 pensieri su “Luna di miele

    1. Grazie, troppo gentile. La strada che ho fatto non è neanche un decimo di quella che resta da fare. E pensa che fra i racconti di quel periodo è forse il meno idilliaco ed estetizzante! 🙂 Gli altri ve li risparmio.

      G

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