Life of Pi

Piccolo proposito per il 2014 (che non so se manterrò): scrivere una recensione per ogni libro che leggo. Il motivo è duplice: 1. tendo a dimenticarmi i libri troppo in fretta; 2. mi piace leggere recensioni altrui, quindi può darsi che a qualcuno piaccia leggere le mie. Un’unica avvertenza: le recensioni sono pensate per chi abbia già letto i libri in questione, quindi contengono spoiler. Non dite che non ve l’avevo detto.

Quale versione della storia di Pi Patel preferite? Quella con la zebra morente, l’orango benevolo, la iena sanguinaria e la tigre provvidenziale di nome Richard Parker? O quella con il marinaio, la madre, il cuoco assassino e lo stesso Pi? I funzionari che intervistano il ragazzo alla fine della sua spaventosa odissea dicono di preferire la versione con gli animali, ma la loro risposta non convince. Il libro di Yann Martel è un triplo salto mortale. Ci chiede di sospendere per tre volte l’incredulità: quando Pi trova il modo di tenere a bada Richard Parker; quando il ragazzo, reso cieco dall’esposizione agli elementi, parla con la tigre e questa gli risponde; quando entrambi approdano sull’isola di alghe tossiche e si salvano per un pelo. Martel afferma che la storia di Pi ci farà credere in Dio, ma fa di tutto per renderla incredibile, traghettandoci un po’ alla volta dal reale al fantastico. È quello che fa anche Dio, inviandoci di continuo ragioni per dubitare della sua esistenza. Paradosso inevitabile, conseguenza di quella “contrazione” del trascendente nell’immanente che la cabala chiama, guardacaso, Tzimtzum.
Solo ciò che è incredibile merita di essere creduto. Martel lo sa bene. Il suo stile è impeccabile: non c’è una pagina, oserei dire una frase di troppo (e non è poco, visto che per due terzi del tempo l’autore è solo con i suoi personaggi in una scialuppa alla deriva nel Pacifico). Ma la risposta dei funzionari, come ho detto, è sbagliata. I funzionari rappresentano quella parte di noi che rimane incapace di credere, nonostante tutto. Come può l’autore aver preso un simile abbaglio? L’unica spiegazione è che si tratti di un errore consapevole. Tzimtzum.
In questo libro si agita una tigre che è anche la mia tigre. Domata, ma ancora terribile.

Life of Pi

Yann Martel, Life of Pi, Canongate 2002 

Consigliato a: credenti, non credenti, amanti degli animali, adolescenti, persone che vogliono imparare a scrivere.
Non consigliato a: amanti della purple prose.

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