Periplo

Fine di un giorno condotto in porto senza strepito,
senza pesi, senza raccolto, vissuto a forza fino in fondo
secondo per secondo, minuto per minuto, ci è dato
forse un altro modo di trascorrere? – e percepire di lontano un’onda
che ribatte su una proda di Guinea, l’urlo sfuggito a un becco
d’ara scarlatta dove il verde è più cupo, pietre accastellate
sulla scorza dei salares, un’alba nuda per i pescatori di Giava, fantasmi
senza appiglio dove saliva al cielo la città fortificata di Kowloon –
la voce dei nuovi morti, dei molti nuovi nati – per tornare più vuoti
al nostro troppo poco accadere, un lenzuolo che ci copra, un guanciale
su cui appoggiare la testa e chiudere per oggi
anche gli ultimi occhi

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