Non agosto, non 1945

Quanta pace
attorno al Museo della pace.

Sconvolgente
quel che può fare un’arma
di riconciliazione di massa.

Entro tre chilometri dall’epicentro
la ricostruzione è totale:
i ponti tutti interi
anche nel riflesso delle acque,
i tetti ricoperchiati,
i palazzi rasi al cielo.

Chissà per quanto tempo, dicono,
i prati di Hiroshima
fioriranno ancora a primavera.

Solo una vecchia cupola
ha resistito alla meglio
all’esplosione della vita.
Il suo monito è il silenzio

mentre scende un’innocua pioggia bianca
e le lancette segnano le otto e sedici
e bimbi sani come pesciolini
sciamano dal cortile della scuola
senza lasciare impronte sul selciato.

Pubblicata in Qualcosa di semplice sulla neveCulturaglobale 2013.
Altro titolo: Dal luogo in cui qualcosa continua a non succedere.
Immagine: Vincent_AF

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4 pensieri riguardo “Non agosto, non 1945

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