Il limite della speranza ciclica

Quando la settimana già muore il lunedì in pausa pranzo.

La traccia del caffè dell’alba
secca in fondo alla tazza.
Non è oggi che impari finalmente a essere te.
Quante ore utili
già spante nel travaso dell’inizio.

E il primo pomeriggio apparecchiato in tavola
è duro come suola.
Altri quattro ti attendono. E le mattine.
Troppo vasta la stanza per non rinunciare a uno scopo

fino al prossimo weekend: allora stenderai daccapo la tovaglia
come se fosse davvero la volta buona.

Domenica, la penisola del non ancora.

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