L’ultima notte

Trascorsero la loro ultima notte alla Mariposa prima che fosse abbattuta. La villa si ricordava di loro e del loro segreto. Si coricarono su un materasso dimenticato nella stanza degli ospiti, usando i loro stessi soprabiti come lenzuoli. Il tempo aveva lavorato le superfici degli oggetti con cura maniacale, senza trascurare nulla. Nel buio e nel silenzio, la villa presagiva la propria fine e sembrava pregare per una qualche forma di risurrezione: non della carne, ma del legno e della pietra; un paradiso oltre la fine dei secoli, in cui la distruzione fosse cancellata, ogni mattone fosse rimesso al suo posto, ogni trave rinsaldata, e l’anima della casa, fatta nuova, tornasse a rialloggiare al centro di sé stessa. – Dormirono un sonno breve, sbiancato dall’alba imminente. Istintivamente furono tentati di sciacquarsi al lavabo che non avrebbe mai più versato acqua. Senza sollievo, uscirono nel mondo in cui anche loro erano soltanto due frammenti di rovina.

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