Decrescita

In aprile decrebbe di due centimetri, e poi di altri tre nella sola prima settimana di maggio. I vestiti sembravano crescergli addosso. Per il resto stava bene, come chiunque decida di accettare passivamente il proprio destino. Temeva soltanto che i colleghi se ne accorgessero, e per evitarlo faceva in modo di arrivare in ufficio prima di tutti e di andarsene per ultimo, confidando che da seduto la sua bassezza incipiente non si notasse più di tanto. Ormai non si alzava più neanche per andare in bagno: preferiva aspettare la pausa pranzo o l’orario di uscita. Il che poteva considerarsi un compromesso accettabile, in un mondo in cui per necessità termodinamica il numero dei possibili problemi supera di gran lunga il numero delle possibili soluzioni.

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5 pensieri riguardo “Decrescita

  1. Wow! è bellissimo! forse questa potrebbe diventare un racconto!
    spero in ogni caso che qualcosa del genere non capiti a me o sarebbe più che altro ironico…

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