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Archive for the ‘Racconti’ Category

Un ricordo dell’aldiquà

In Racconti on Giovedì 17 Aprile 2008 at 2:15

[960 parole]

C’era un lago chiamato Michigan. La stella che allora illuminava la terra era al suo culmine nel cielo. Il grande lago riempiva metà del mondo alla mia destra come un prato di luce. Correvo lungo una strada alberata in sella a una Bottecchia dei primi anni novanta che avevo portato con me dall’Europa, poi rimessa a nuovo e lucidata, il mio unico mezzo di locomozione su qualsiasi lungomare del mondo, specie nei sonnolenti pomeriggi d’estate. Assecondavo le curve della strada lungo la costa — una qualche Oak Lane o Maple Ridge ripiegata ad arte per movimentare la rigida griglia ortogonale che affligge buona parte della topografia degli Stati Uniti — in un qualche punto indeterminato della vasta transizione che da Chicago porta alla campagna profonda. Read the rest of this entry »

Il miglior poema di Mi Ke

In Racconti on Domenica 10 Febbraio 2008 at 7:30

[915 parole]

Quando il poeta Mi Ke era giovane e sconosciuto fece un so­gno. Sognò sé stesso all’età di novant’anni, un vecchietto bian­co e fra­gile, dedito alla vita contemplativa presso un mona­stero fra le montagne. Comprese che gli dei desideravano par­lagli attraverso il sogno; capì che il sogno era un mezzo con cui gli era dato di cono­scere il suo posto nella trama del cosmo. Al tempo in cui sognò queste cose, Mi Ke era un ragazzo arrogante e ambizioso, e non aveva ancora ottenuto l’illuminazione. Sempre sognando, scese dalla camera in cui si trovava e raggiunse le cucine del monaste­ro. Avvicinatosi al cuoco, lo interrogò:

– Conosci un poeta di nome Mi Ke?

– Certo che lo conosco. Read the rest of this entry »

Quando tutto finì

In Racconti on Sabato 9 Febbraio 2008 at 6:02

[3332 parole]

…come una grande caramella rossa. Sarà stata larga più di un metro. Era in cima all’albero da giovedì. Lo dicevo, io, che era pe­ricolosa. Sembrava una di quelle opere d’arte di adesso, una di quelle sculture, come il cuore gi­gante, a me personalmente non piacciono, sono capace anch’io di inventarmi una cosa così, non capisco che cosa ci vo­glia a fare gli scultori, al giorno d’oggi. Ma lasciamo perdere, va. Era in cima all’albe­ro da giovedì, immobi­le. Ma non era mica fissata con delle corde, no! Sembrava… appog­giata. Una grande caramella rossa. In mezzo al parco, come se niente fosse. Lì sot­to ci giocano i bambini, sa? Poteva cadergli in te­sta in qualsiasi momento. E invece…

– Allora, Michi, raccontami che cos’hai fatto a scuola, oggi.

‘Meglio prendere la circonvallazione, ci sarà meno traffi­co. La manifesta­zione cominciava alle tre e mezza, mi sembra. Non ha mica niente da niente da fare, questa gente.’ Read the rest of this entry »