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Oblio – D. F. Wallace

In Libri on Giovedì 29 Maggio 2008 at 11:30

Stasera ho finito di leggere Oblio, quarta tappa della mia personale maratona wallaciana.

“Otto superbi romanzi brevi”, dice la quarta di copertina. Di certo sono otto, ma non sono né superbi né romanzi brevi. Per quanto mi riguarda, la definizione più corretta sarebbe “Sette racconti dannatamente alla Wallace più un superbo romanzo breve”.

Puntualizzo: mi piace moltissimo lo stile di Wallace. Sa essere contemporaneamente ipersofisticato e spontaneo. In genere si ha l’impressione che quello che Wallace racconta non possa essere raccontato in nessun altro modo. Ecco, Oblio non è così. Almeno l’80 per cento di Oblio non è che un esercizio di stile, uno stupendo e intelligentissimo esercizio di stile, per carità, ma niente di più. 

L’eccezione, ovviamente, è Il canale del dolore, un capolavoro che sa essere inquietante e grottesco e commovente al tempo stesso ed è intriso di quella “profonda e lucida tristezza” che Jonathan Franzen lesse in Infinite Jest. In questo caso, non inserisco nessuna citazione perché dovrei ricopiare da cima a fondo tutto il capitolo 5 (in realtà basterebbero gli ultimi capoversi, ma estratti dal contesto suonano stranamente banali). Chi è interessato preferirà di certo leggersi tutto il racconto.

David Foster Wallace, Oblio (Oblivion), Einaudi 2004, traduzione di Giovanna Granato, 395 pagine, € 15.

  1. compli per il blog.
    Se stasera lo trovo, compro il Wallace!

  2. Grazie, OrboVeggente! Aspetto di conoscere le tue impressioni su Wallace. A presto.