Adelphi, Due punti, Filosofia, Letteratura, Pietro Marchesani, Poesia, Polonia, Recensioni, Wisława Szymborska
In Libri on Lunedì 28 Aprile 2008 at 11:34
Ho finito di leggere Due punti di Wisława Szymborska.
Da Disattenzione:
«Il savoir-vivre cosmico,
benchè taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.»
Wisława Szymborska, Due punti (Dwukropek), Adelphi 2006, a cura di Pietro Marchesani, 52 pagine, € 5,50
David Foster Wallace, Infinite jest, La ragazza dai capelli strani, Letteratura, Minimum Fax, postmoderno, Racconti, Recensioni, USA, Zadie Smith
In Libri on Sabato 26 Aprile 2008 at 11:08
Ho finito di leggere La ragazza dai capelli strani di David Foster Wallace.
Tratto da Dire mai (forse il racconto migliore): «Perfino un principiante da solo riesce ben presto a capire che una vita condotta, temporaneamente o meno, come una semplice rinuncia ad ogni valore diventa nella migliore delle ipotesi una cosa senza sbocco e nella peggiore una cosa vuota: una vita in attesa del non-sarà-mai.»
David Foster Wallace, La ragazza dai capelli strani (Girl with Curious Hair), minimum fax 2003, prefazione di Zadie Smith, traduzione di Martina Testa, 287 pagine, € 13.
Dio, Letteratura, Ragazza
In Poesie on Domenica 20 Aprile 2008 at 2:45
La ragazza che chiede Dio
all’angolo fra via H e piazza Z
con una breve vita addosso già lisa sui gomiti
in ginocchio si è aggrappata alla mia giacca
e ha snocciolato gli occhi
nella conca dei miei palmi e mi ha chiesto Dio.
E io che avevo nelle tasche
solo uno spicciolo di Dio per fare colazione
– una veloce preghiera in tazza
pater ave gloria proteggi il nonno
fa’ che non piova –
nel viavai di passanti dai volti lisci
come uova ho sollevato le braccia
e ho detto alla ragazza, non ho niente,
abbi pazienza, forse domani. Non è certo colpa mia.
Dio manca un po’ per tutti
ormai da un pezzo. Che cosa posso farci.
Per fortuna la ragazza
ha capito e si è staccata da me cadendo
come una buccia secca.
Confesso, ho provato tenerezza.
Ho avuto la bontà di non guardarla.
© Guido Cupani, 2008
Letteratura, Ricordi, Sogni
In Racconti on Giovedì 17 Aprile 2008 at 2:15
[960 parole]
C’era un lago chiamato Michigan. La stella che allora illuminava la terra era al suo culmine nel cielo. Il grande lago riempiva metà del mondo alla mia destra come un prato di luce. Correvo lungo una strada alberata in sella a una Bottecchia dei primi anni novanta che avevo portato con me dall’Europa, poi rimessa a nuovo e lucidata, il mio unico mezzo di locomozione su qualsiasi lungomare del mondo, specie nei sonnolenti pomeriggi d’estate. Assecondavo le curve della strada lungo la costa — una qualche Oak Lane o Maple Ridge ripiegata ad arte per movimentare la rigida griglia ortogonale che affligge buona parte della topografia degli Stati Uniti — in un qualche punto indeterminato della vasta transizione che da Chicago porta alla campagna profonda. Read the rest of this entry »